Le storie narrate e la storia di sé rappresentano il terreno privilegiato dello scambio culturale fra genti che hanno radici altrove, ma condividono progetti e orizzonti comuni. Scoprire e riscoprire fiabe e racconti popolari di qui e d’altrove diviene uno strumento di confronto e di conoscenza fra tradizioni culturali, mondi e popoli differenti. L’immaginario ha il potere di congiungere trasversalmente popoli e culture e, allo stesso tempo, di raccontare dello loro specificità. Conoscersi attraverso le parole dell’immaginario permette di trasformare la vicinanza in un incontro, la distanza in reciproca curiosità.

Tōno e Salerno sono due città completamente diverse. La prima è una cittadina giapponese  di circa 30.000 abitanti, in una zona circondata da montagne e risaie. L’altra, con più di 130.000 abitanti, è una città portuale a sud-est di Napoli, ai piedi della collina Bonadies e affacciata sul Mar Tirreno, con la costiera amalfitana a Nord e la costa del Cilento a sud.
L’8 agosto del 1984 le due città  hanno siglato un patto di amicizia riuscendo a trovare dei punti di contatto a partire da un film basato sui racconti di Tōno. I racconti popolari sono così diventati un elemento catalizzatore per più di trent’anni di interazione.

Tōno è nota come città del folklore per la sua ampia raccolta di racconti popolari, che nel 1910 Yanagita Kunio ha provato a mettere insieme nel Tōno Monogatari. Una delle figure più note della tradizione popolare sono i kappa, creature verdi metà uomo e metà tartaruga, che vivono in torrenti, fiumi e laghi, ricordando le insidie delle acque soprattutto ai bambini, il loro cibo preferito, che però scambiano volentieri con gli amati cetrioli. Oggi la città ha numerosi musei di cultura popolare e villaggi, caratterizzati dalle nambu magariya (tradizionali costruzioni rurali dalla forma a “L” ricoperte di paglia) dove i racconti vengono riportati in vita anche grazie al maburitto, il guardiano della cultura di Tōno.

Tono, foto da JapanTravel

Salerno vanta una storia lunga secoli che si può leggere nei numerosi monumenti che rappresentano un vero e proprio “museo all’aperto”. Tradizione e modernità si fondono attraverso trasformazioni urbane che si integrano con il glorioso passato dell’antico principato longobardo.
Negli ultimi decenni è stato messo in atto un progetto di rivalutazione di vecchi edifici e quartieri periferici. Sono stati banditi vari concorsi che hanno visto la partecipazione di giovani architetti giapponesi che hanno dato nuova vita a vecchie strutture salernitane mantenendo vivo il legame con storia e tradizione. È quanto accaduto nel restauro di Palazzo San Massimo, dove, tenendo conto della storia locale, gli architetti giapponesi hanno progettato una città-giardino che si sviluppa in verticale, con vasti parchi e piena di verde. Ancora, alcuni architetti giapponesi sono intervenuti nella riqualificazione dell’area Nord del centro di Salerno, occupandosi di viabilità e trasporti, per finire con la progettazione di parcheggi in vecchi edifici al centro della città.
Relazioni architettoniche che affondano le loro radici “nelle storie”.

Una veduta di Salerno
foto Massimo Pica

Nell’ottobre del 1982 il film “Tōno Monogatari” vinse il 35° Festival Internazionale del Cinema di Salerno. Il sindaco di Salerno, Alberto Clarizia, contattó il regista Tetsutaro Murano e gli affidò una lettera indirizzata al sindaco di Tōno. Dopo lo scambio di lettere di ringraziamento e saluto, nel febbraio 1983 il gemellaggio fu approvato dal consiglio comunale e l’anno seguente Salerno ospitò una delegazione giapponese per la firma ufficiale dell’accordo, portavoce della pace nel mondo e del benessere per l’intera umanità.

Nel 2004, in occasione del ventesimo anniversario, nella Sala civica del Comune di Salerno,  è stato proiettato nuovamente il film Tōno Monogatari.

Nonostante timidi e intervallati incontri e scambi culturali, per anni il gemellaggio è caduto nel dimenticatoio; fino a quando, nel 2011, la giunta di Salerno, su invito anche di Anna Laura Valitutti, ambasciatrice del gemellaggio in occasione del ventennale, ha organizzato una raccolta fondi per aiutare la città giapponese duramente colpita dal terremoto.
Nel marzo del 2012 si è tenuta la cerimonia per il rinnovo del gemellaggio. Una delegazione giapponese ha raggiunto la città di Salerno e in quell’occasione un gruppo di danzatori, con scenografici costumi, ha realizzato la Shishi Odori (la danza del cervo).
Nell’ambito degli scambi culturali, alcuni cittadini di Salerno sono stati ospitati da famiglie di Tōno e varie sono state le delegazioni giapponesi in visita nella città campana, con incontri a tema sportivo o enogastronomico. A ciò hanno fatto eco negli anni anche gli incontri commerciali, come quello avvenuto nel 2016 grazie alla Camera di Commercio di Salerno, che ha visto protagonisti alcuni produttori di sake oltre a esponenti culturali.

Le due città sono entrate in contatto grazie alla magia della parola narrata, perché le storie modellano noi stessi e il mondo, accrescono la sete di scoperta e come tante porte mettono in collegamento luoghi lontani intrecciando legami che sottolineano l’importanza dell’amicizia.

Salerno-Tōno
8 agosto 1984

Salerno

Tōno
Regione Campania

Prefettura di Iwate

Inverni tiepidi, estati calde e secche

Clima umido
Da visitare:
Centro storico
Duomo

Da visitare:
Fukusenji
Tōno Monogatari Museum

Da assaggiare:
Alici in piattella
Sfogliatella di Santa Rosa
Scazzetta del cardinale
Ciambotta

Da assaggiare:
Jinkiskan
Gandzuki
Doburoku
Wasabi beer


di
Floriana Maci e Yukari Tsuchida

Siti Web:
www.tonojikan.jp
www.tono-furusato.jp
www.festivaldelcinema.it