La storia delle civiltà è spesso legata alla presenza o all’assenza del mare. Il rapporto terra-mare regola le economie, i commerci, ma anche la psicologia degli abitanti e il desiderio di scoperta che si nutre osservando quell’immensa distesa azzurra. Il mare gioca un ruolo importante anche nel rapporto d’amicizia tra Civitavecchia e Ishinomaki, un gemellaggio che affonda le sue radici nell’intreccio dei secoli.

Ishinomaki

Protesa nell’Oceano Pacifico, Ishinomaki, e affacciata sul Mar Tirreno, Civitavecchia, rappresentano rispettivamente punto di partenza e di approdo di un viaggio che nel 1615 ha portato nella penisola italiana una missione guidata dal samurai Hasekura Tsunenaga. Su ordine del Signore feudale Date Masamune, nel 1613 Hasekura Tsunenaga salpa con un vascello dalla Baia di Tsuki-no-Ura con una delegazione, per raggiungere due anni dopo il porto di Civitavecchia e da lì Roma per incontrare Papa Paolo V. Il viaggio aveva uno scopo economico-commerciale – si chiedeva al pontefice di dare un placet all’apertura di nuove rotte verso il Messico – ma anche religioso, un modo per riparare alla strage del 5 febbraio 1597 quando 26 tra occidentali e giapponesi furono crocifissi a Nagasaki perché cristiani. Tsunenaga, o meglio Felipe Francisco Hasekura – nome acquisito a Madrid dopo la sua conversione –, giunse a Civitavecchia il 18 ottobre, accolto calorosamente dalle autorità e dai cittadini civitavecchiesi; la delegazione restò in città per due settimane.

Civitavecchia

Nel 1971, a ricordo di quell’epico incontro tra due civiltà così lontane, fu sancito il gemellaggio tra Civitavecchia, nel cui porto ogni giorno passato, presente e futuro si incrociano, e Ishinomaki, la cittadina fondata nel 1933 a ridosso della Baia protagonista della partenza dell’Ambasceria dell’era Keichō, una delle tre più grandi zone di pesca in tutto il mondo.

Oltre ai continui scambi di visite culturali, di delegazioni e studenti, ciò che affascina il visitatore a Civitavecchia è la presenza in Corso Marconi, vicino a Porta Livorno, di una statua che raffigura Hasekura Tsunenaga, posta lì nel 1991. Oltre alla statua esiste anche la Chiesa dei Ss. Martiri giapponesi, consacrata nel 1872 ma ricostruita nel dopoguerra, dopo le devastazioni dei bombardamenti, e affrescata dal pittore giapponese Luca Hasegawa tra il 1951 e il 1957, quale dono alla città di Civitavecchia. Ai lati dell’abside Hasegawa rende omaggio a Santa Fermina, patrona della città, e Hasekura Tsunenaga. La parrocchia, gestita dall’ordine dei Frati Minori, è l’unica in Europa nella quale sia raffigurata una bellissima immagine della Vergine dai tratti orientali e con indosso il kimono. Tracce del passaggio della delegazione giapponese sono presenti a Roma, al Palazzo del Quirinale, in un affresco nella Sala dei Corazzieri.

Madonna con il Kimono

Verso oriente, a migliaia di chilometri di distanza, sulla collina che guarda l’oceano, da dove salpó il “San Juan Bautista” verso l’Europa, ci sono un osservatorio, un monumento che descrive la rotta e una statua che raffigura Tsunenaga. Il parco è strutturato come un giardino all’italiana.
Intorno, una città con tanta voglia di rinascita, che porta ancora i segni di quell’11 marzo 2011, quando il territorio fu sconvolto dalla furia dello tsunami. Anche in quel caso l’amicizia ha vinto le distanze e il Comitato Pro Ishinomaki, costituitosi a Civitavecchia, ha dato il via a una serie di eventi per raccogliere fondi per la ricostruzione.
Nell’ottobre dello stesso anno, in occasione del 40° anniversario del gemellaggio, l’Ambasciatore giapponese in Italia, Masaharu Kohno, è stato in visita a Civitavecchia a testimonianza di uno spirito d’amicizia tramandato di generazione in generazione.
Per celebrare il quattrocentesimo anniversario dell’arrivo dell’ambasceria guidata dal samurai Hasekura Tsunenaga, il 18 ottobre del 2015 un corteo ha sfilato per le vie del centro di Civitavecchia per una rievocazione storica dell’ingresso in città della delegazione.
Negli anni continuano gli eventi, come il Festival di Cultura giapponese organizzato a Civitavecchia nel mese di ottobre, gli scambi culturali e le visite di delegazioni. Tra le due città resta vivo un solido rapporto di amicizia che ispira le nuove generazioni nel rispetto di culture lontane, ma con le quali trovare punti di contatto nella storia, nella tradizione, nell’economia; due culture che trovano nel mare il loro punto di equilibrio.

Civitavecchia – Ishinomaki
Ottobre 1971

 

Civitavecchia

Ishinomaki

Lazio

Prefettura di Miyagi

Clima caldo e temperato

Clima caldo e temperato

Porto fin dai tempi dei Romani

Sede della pesca kinkaza

Luoghi da visitare:
Forte Michelangelo
Terme di Traiano
Chiesa Ss. Martiri giapponesi

Luoghi da visitare:
Parco San Juan
Ishinomori Mangaka
Isola Kinkasan

Cibo da assaggiare:
Zuppa di pesce civitavecchiese

Cibo da assaggiare:
Ishinomaki Yakisoba


di
Floriana Maci e Yukari Tsuchida