La Geografia ha diviso ciò che cultura e pace uniscono da secoli.
Da un lato Firenze, culla di personaggi del Rinascimento di fama mondiale come Leonardo da Vinci e Michelangelo, dall’altra Kyōto, luogo vibrante che da oltre un millennio custodisce la cultura e la spiritualità del Paese. I solidi palazzi di pietra e il marmo delle chiese a confronto con la fragilità antica del legno dei templi.

Storiche capitali di due civiltà parallele ma geograficamente lontanissime. Kyōto fu la seconda capitale del Giappone dopo Nara dal 794 al 1868; Firenze è stata capitale del Regno d’Italia per 6 anni, dal febbraio 1865 al giugno del 1871. A Firenze potremmo parlare di un dominio sulla natura, mentre a Kyōto si parla di fusione totale e mistica con essa. Opposte anche dal punto di vista climatico – nella regione mediterranea Firenze e nel territorio monsonico Kyōto –, sono entrambe patrimonio UNESCO. Due città unite dall’amore per l’arte e per il buon cibo.

Firenze, Foto di Helena Volpi da Pixabay

Nell’anno 34 dell’era Showa (1959) l’ambasciatore italiano in Giappone si recò in visita a  Kyōto e iniziò a parlare con il sindaco della possibilità  di stabilire un patto di gemellaggio con la città di Firenze. Nello stesso anno il sindaco di Kyōto visitò Firenze e ne restò profondamente colpito. Nel 1963 (anno 38 dell’era Showa), il consiglio comunale di Kyōto approva la proposta di gemellaggio con Firenze. Il 22 settembre di quell’anno viene sancita l’alleanza, un ponte storico-culturale tra i due Paesi.

Firenze è la città italiana più amata dai giapponesi e, al contempo, Kyōto è la città  giapponese più amata dagli italiani. Il patto, fortemente voluto dal sindaco Giorgio La Pira, fu siglato dal sindaco pro-tempore del capoluogo toscano, Lello Lagorio, e da Soichi Nogami, professore di lingua e letteratura italiana, nonché illustre dantista. Per Firenze questo fu il primo gemellaggio siglato al di fuori dei Paesi del Mediterraneo e dell’Europa.

Nel gennaio 1968 venne inaugurata la targa di “via Kyōto” a Firenze, nel quartiere di Gavinana. La collaborazione, sempre attiva fra le due città, ruota sul turismo e sugli scambi commerciali di moda, artigian ato e hi-tech.

Nel 1998 il tempio Kodai-ji di Kyōto ha fatto dono alla città di Firenze di un giardino in stile giapponese, situato nei pressi di Piazzale Michelangelo all’interno del Giardino delle Rose e progettato dall’architetto giapponese Yasuo Kitayama. Il giardino si chiama Shorai, laddove sho sta per “pino”, shorai significa “futuro” e il nome contiene anche il suono sho-sho, che ricorda il rumore degli aghi di pino quando sono mossi dal vento.

Kyoto, Foto di Jason Goh da Pixabay

Nel 2005, per celebrare i 40 anni del gemellaggio, numerose manifestazioni si sono tenute a Firenze, tra le quali una mostra al Gabinetto Vieusseux di opere fotografiche di Fosco Maraini, “Firenze e Kyōto: città parallele”. Tra le altre iniziative, è stato creato il “Profumo Città di Kyōto” dall’Officina Profumo Farmaceutica di Santa Maria Novella; l’Officina esiste a Firenze dal 1221, quando fu creata dai Frati Domenicani, e oggi, di proprietà privata, esiste anche con suoi punti vendita a Kyōto e in Giappone in generale. Il profumo è un bouquet floreale dove le note tipiche toscane dell’Iris, simbolo della città di Firenze e spesso indicato come giglio, si sposano con quelle sensuali del fiore di loto, tipico giapponese.

Nel 2006 è stato firmato il patto di amicizia tra il mercato centrale di Firenze e il Nishiki Market di Kyōto, un impegno reciproco a valorizzare e arricchire le culture enogastronomiche delle due città.

Le due città gemellate hanno stabilito fin da subito di festeggiare con grandi onori ogni dieci anni di anniversario. Nel 2015, nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio, tra il sindaco Dario Nardella e il Sindaco Daisaku Kadokawa, è stato rinnovato il patto: 50 anni dopo e per i prossimi 50 anni.

Due civiltà a confronto, due eleganze che si lasciano osservare, il sorriso della Venere di Botticelli che sfiora la bellezza effimera dei ciliegi in fiore, il genio di Leonardo che osserva estasiato il padiglione d’oro del Kinkakuji, il legno dei templi di Kyōto che sfida il marmo del Battistero di Santa Maria del Fiore a Firenze. Nel capoluogo toscano la bellezza ti circonda e ti assale; a Kyōto dobbiamo cercarla dietro le mura, nei boschi di bambù, nelle rocce di un giardino Zen, nel cammino dei poeti. Tanti punti di dialogo e confronto fino ad arrivare a ritrovare il viola della città di Firenze nella maglia della squadra di calcio, Kyōto Sanga, nota precedentemente anche come Kyōto Purple Sanga.

di Floriana Maci

Firenze – Kyōto
22 settembre 1965

Firenze Kyōto
Toscana Prefettura di Kyōto
Clima mediterraneo Clima monsonico
Città del Giglio Città dei Mille Templi
Sito UNESCO Sito UNESCO

Luoghi da visitare:
Centro storico
Galleria degli Uffizi
Ponte Vecchio
Cattedrale Santa Maria del Fiore

Luoghi da visitare:
Fushimi Inari
Kinkakuji
Arashiyama
Nishiki Market

Cibo da assaggiare:
Pappa al pomodoro

Cibo da assaggiare:
Nishin Soba


di Floriana Maci e Yukari Tsuchida